Iliade e Odissea a fumetti: eroi troppo umani

Dal 21 agosto il volume di Marcello Toninelli rilegge Iliade e Odissea a fumetti con ironia pop, rigore classico e un ricco apparato didattico.

È arrivato in libreria il 21 agosto Iliade e Odissea a fumetti, il volume con cui Marcello Toninelli trasforma due pilastri della letteratura occidentale in una brillante commedia a strisce. Achille, Ulisse e gli dèi dell’Olimpo abbandonano la distanza solenne del mito per mostrare fragilità, vanità e contraddizioni profondamente umane. L’ironia, tuttavia, non cancella la grandezza dell’epica: la rende più vicina, immediata e sorprendentemente contemporanea.

Pubblicato da Edizioni NPE, Omero – L’Iliade e l’Odissea a fumetti è un volume cartonato a colori di 232 pagine, nel formato 21 per 29,7 centimetri, proposto al prezzo di copertina di 25 euro. L’opera comprende anche la Batracomiomachia, il racconto della surreale guerra tra topi e rane, insieme a una guida illustrata sulla vita nell’antica Grecia e all’“Omericopedia”, pensata per orientare il lettore tra personaggi, vicende e segreti del mondo omerico.

Non si tratta soltanto di una parodia. Dietro l’apparente leggerezza delle vignette emerge un progetto culturale capace di coniugare la forza comunicativa del fumetto con un accurato lavoro sulle fonti. Il risultato è una lettura che diverte senza impoverire la materia originaria, restituendo al pubblico la vitalità di storie che, dopo secoli, continuano a interrogare l’uomo sul potere, sull’orgoglio, sulla guerra, sul desiderio di conoscenza e sulla nostalgia del ritorno.

Iliade e Odissea a fumetti: il mito cambia voce

Nelle strisce di Toninelli, gli eroi non vengono privati della loro identità, ma osservati da una prospettiva insolita. Achille rimane il guerriero invincibile, eppure la sua vulnerabilità caratteriale diventa materia narrativa. Ulisse conserva ingegno e capacità di adattamento, ma viene sottratto all’immagine immobile dell’eroe perfetto. Intorno a loro si muovono divinità vanitose, capricciose e tutt’altro che irreprensibili.

È proprio l’Olimpo a offrire alcuni degli spunti più irriverenti. Gli dèi entrano in contatto con riferimenti appartenenti alla cultura popolare contemporanea, passando da Gianni Morandi a Zorro e arrivando persino a utilizzare una rete chiamata “olimpernet”. L’accostamento fra antico e moderno produce un cortocircuito comico, ma anche una lettura intelligente del mito: le divinità greche, pur immortali, possiedono passioni, gelosie e debolezze molto simili a quelle degli esseri umani.

La comicità non riduce l’epica a una semplice sequenza di battute. Al contrario, mette in evidenza quanto i personaggi omerici siano ancora riconoscibili. Dietro l’armatura dell’eroe si intravede l’individuo; oltre l’autorità divina affiorano il difetto e la fragilità. Toninelli utilizza così il sorriso come uno strumento critico, capace di attraversare la retorica e raggiungere il nucleo umano delle vicende.

La Batracomiomachia e la guerra vista dal basso

Accanto ai due grandi poemi trova spazio la Batracomiomachia, la battaglia tra rane e topi che riproduce in chiave parodica il linguaggio e le dinamiche dell’epica. L’inserimento non rappresenta un semplice complemento, perché permette di mostrare come la tradizione antica sapesse già osservare se stessa attraverso il rovesciamento ironico.

La sproporzione tra la solennità della narrazione e la natura dei contendenti restituisce una comicità immediata. Allo stesso tempo, la guerra in miniatura conserva rivalità, schieramenti e ambizioni proprie dei conflitti celebrati nei grandi racconti. L’assurdità dello scontro diventa pertanto un ulteriore punto di contatto con la sensibilità moderna, invitando il lettore a riflettere sul confine sottile che separa l’eroismo dalla vanità.

Per questa parte dell’opera Toninelli guarda anche alla versione di Giacomo Leopardi, mentre la ricostruzione complessiva si confronta con le traduzioni di Vincenzo Monti e Ippolito Pindemonte. Il legame con tali riferimenti conferma la volontà di mantenere un rapporto autentico con la tradizione, pur adottando un linguaggio visivo libero, popolare e deliberatamente dissacrante.

Il rigore documentale dietro le vignette

Uno degli aspetti più significativi del volume è l’apparato dedicato alla civiltà ellenica. Abiti, alimentazione, consuetudini quotidiane e organizzazione della vita sociale vengono presentati attraverso un percorso illustrato che amplia l’orizzonte della narrazione. Il lettore non incontra soltanto guerrieri, mostri e divinità, ma entra in contatto con il contesto storico e culturale nel quale quei racconti hanno preso forma.

A completare il progetto intervengono i profili di figure centrali del pensiero occidentale come Socrate, Platone e Aristotele. La presenza dei filosofi consente di superare i confini della semplice riduzione fumettistica e di costruire una porta d’accesso più ampia alla cultura greca. L’immagine si affianca alla parola, mentre la sintesi grafica rende più agevole la comprensione senza rinunciare alla precisione.

In questa prospettiva, l’“Omericopedia” assume una funzione particolarmente utile. La molteplicità dei personaggi, delle parentele e degli interventi divini può infatti rappresentare un ostacolo per chi si avvicina per la prima volta ai poemi. L’enciclopedia visiva offre una bussola narrativa, facilita l’orientamento e permette di seguire gli avvenimenti senza smarrirsi nella complessa geografia del mito.

Il volume può così parlare a pubblici differenti. Gli appassionati di fumetto vi riconoscono la capacità di sintesi della striscia umoristica; gli studiosi dei classici ritrovano personaggi e situazioni osservati da un’angolazione inconsueta; studenti e giovani lettori dispongono invece di uno strumento capace di accendere la curiosità e favorire un successivo approfondimento.

Marcello Toninelli, cinquant’anni di ironia

Con oltre cinquant’anni di carriera, Marcello Toninelli rappresenta una delle voci riconoscibili del fumetto umoristico italiano. Le sue rivisitazioni della Divina Commedia, di Pinocchio e degli stessi poemi omerici hanno contribuito a definire un percorso nel quale satira, divulgazione e letteratura convivono all’interno di uno stile immediatamente identificabile.

La sua forza risiede nella capacità di condensare avvenimenti complessi in poche vignette, senza perdere il carattere dei protagonisti. Il disegno essenziale non è sinonimo di superficialità, ma diventa uno strumento di precisione narrativa: un gesto, un’espressione o una battuta possono racchiudere conflitti e debolezze che nei testi originali si sviluppano attraverso centinaia di versi.

Toninelli conferma inoltre il ruolo culturale della nona arte, capace di dialogare con la grande letteratura senza assumere una posizione subordinata. Il fumetto non si limita a illustrare il classico, ma lo interpreta, ne mette in luce le contraddizioni e costruisce una nuova relazione tra opera e lettore.

Un ponte contemporaneo verso i classici

In un tempo dominato da linguaggi rapidi e immagini, riportare Omero al centro dell’attenzione significa individuare forme nuove per trasmettere una memoria antica. L’ironia diventa così una soglia d’ingresso: attenua la distanza, scioglie il timore reverenziale e invita a riconoscere nei protagonisti del mito emozioni che appartengono ancora al presente.

Iliade e Odissea a fumetti non pretende di sostituire i poemi, ma può suscitare il desiderio di leggerli o riscoprirli. È in questo incontro fra rigore e leggerezza che il volume trova il proprio valore: ricordare che un classico rimane vivo quando continua a cambiare voce, senza smarrire la profondità delle domande che porta con sé.