LAMPEDUSA – Tredici anni dopo la storica visita di Papa Francesco, un altro Pontefice sceglie l’isola simbolo delle migrazioni nel Mediterraneo. Papa Leone XIV è arrivato oggi a Lampedusa per una trasferta di poche ore, ma dal forte valore simbolico e pastorale: un omaggio alle vittime del mare, la celebrazione della messa e l’incontro con i migranti ospitati sull’isola.
È la seconda volta nella storia che un Papa visita Lampedusa. Il precedente risale all’8 luglio 2013, quando Francesco fece dell’isola il primo viaggio del suo pontificato, richiamando l’attenzione del mondo sulla “globalizzazione dell’indifferenza”. Oggi Leone XIV raccoglie quella eredità e rilancia il messaggio di vicinanza verso chi è costretto a lasciare la propria terra.

L’accoglienza delle autorità
All’arrivo il Pontefice è stato accolto dall’arcivescovo metropolita di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano; dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano; dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani; dal prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo; dal sindaco di Lampedusa Filippo Mannino e dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino.
La scelta della data non è casuale: esattamente tredici anni dopo la visita di Francesco, Leone XIV è giunto sull’isola per proseguire il cammino di attenzione all’accoglienza. Lampedusa, distante appena 113 chilometri dalle coste tunisine, è dagli anni Novanta uno dei principali punti di approdo per migliaia di persone che tentano di attraversare il Mediterraneo a bordo di imbarcazioni spesso precarie.
La preghiera al cimitero dei migranti
Il primo gesto del Papa è stato il più silenzioso e forse il più eloquente. Al Cimitero di Lampedusa, Leone XIV si è inginocchiato davanti alle tombe dei migranti morti durante la traversata del Mediterraneo, sostando in raccoglimento e preghiera. Accanto a lui il vicario di Roma, il cardinale Baldo Reina.
Il Mediterraneo, definito più volte “cimitero del mare”, è stato il filo conduttore dell’intera visita. Secondo le stime diffuse alla vigilia, sull’isola sono arrivati tra i 10 e i 15 mila fedeli, a fronte di una popolazione residente di circa 6 mila abitanti. Le strade del centro sono state adornate con immagini del Pontefice e striscioni di benvenuto.
Il gesto simbolico alla Porta d’Europa
Successivamente il Papa si è recato alla Porta d’Europa, il monumento in ceramica e ferro battuto che guarda verso la Libia e ricorda i migranti dispersi in mare.
Qui Leone XIV ha incontrato una famiglia di migranti e una famiglia lampedusana che ha adottato un giovane arrivato via mare. Tenendo per mano i due figli della famiglia migrante, il Pontefice ha raggiunto il monumento e lo ha poi attraversato da solo: un’immagine destinata a diventare uno dei simboli della giornata.
La messa e il nuovo “Molo Papa Francesco”
Prima della celebrazione eucaristica, Leone XIV ha percorso in papamobile le strade dell’isola e il perimetro del campo sportivo, fermandosi più volte per benedire i bambini.
Il Pontefice ha quindi inaugurato la nuova intitolazione del Molo Favarolo, storico approdo dei migranti soccorsi in mare, che da oggi porta il nome di “Molo Papa Francesco”. Sulla stele commemorativa è stata incisa la frase: “Luogo di approdo, speranza e umanità”.
Dopo l’intitolazione, il Papa ha incontrato un gruppo di migranti provenienti da Eritrea, Siria, Yemen, Algeria e altri Paesi, ospitati nell’hotspot della Croce Rossa. Li ha salutati uno ad uno, scambiando brevi parole e consegnando una medaglia con il volto del Pontefice.
“Non sono venuto a fare discorsi”
Nel suo primo intervento pubblico a Lampedusa, Leone XIV ha scelto toni essenziali:
“Non sono venuto a fare discorsi, ma a celebrare l’Eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi. Il gesto di Gesù che spezza il pane per donare sé stesso dà senso e forza ai nostri gesti quotidiani di assistenza e di condivisione”.
Rivolgendosi al sindaco e alla popolazione, il Papa ha ricordato il legame costruito da Francesco con la comunità lampedusana:
“Il fatto che abbiate voluto intitolare il Molo Favarolo a Papa Francesco è segno del legame che il mio predecessore ha stabilito con la vostra comunità e con i fratelli e le sorelle migranti. Oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”.
Un’isola simbolo del Mediterraneo
La visita di Leone XIV si inserisce in un contesto politico e sociale segnato dal dibattito europeo sull’immigrazione. L’arcivescovo Damiano, alla vigilia dell’arrivo del Pontefice, aveva sottolineato come il valore dell’accoglienza sia oggi “ostacolato sempre di più da proposte politiche come la remigrazione”.
Con il suo viaggio lampo, il Papa non ha proposto nuove linee politiche, ma ha ribadito una priorità pastorale: mettere al centro le persone, soprattutto quelle più vulnerabili. Dalle tombe del cimitero dei migranti alla Porta d’Europa, fino all’abbraccio con i fedeli e con chi è approdato sull’isola in cerca di salvezza, Lampedusa è tornata per un giorno al centro della coscienza del Mediterraneo.
