Il Messico festeggia, Jiménez commuove: così sono iniziati i Mondiali 2026

Il Mondiale 2026 è ufficialmente iniziato. Luci, musica, colori e l’inconfondibile atmosfera delle grandi occasioni hanno dato il via alla competizione più attesa del pianeta nello storico Stadio Azteca di Città del Messico, diventato il primo impianto nella storia ad ospitare partite di tre diversi Mondiali.

La cerimonia di apertura ha celebrato la cultura messicana e il calcio come linguaggio universale, ricordando a tutti perché, ogni quattro anni, il tempo sembra fermarsi davanti a un pallone. E poi, finalmente, spazio al campo.

Ad aprire il torneo è stato il Messico padrone di casa, che non ha tradito le aspettative del proprio pubblico battendo il Sudafrica per 2-0 e conquistando i primi tre punti di questa avventura mondiale. A sbloccare il risultato è stato Julián Quiñones, autore del primo gol di questo Mondiale, prima che Raúl Jiménez chiudesse definitivamente i conti nella ripresa.

E proprio il gol di Jiménez merita una piccola parentesi. Non tanto perché abbia deciso la partita, ma per ciò che rappresenta. Nel 2020 l’attaccante messicano rischiò seriamente di vedere finita la propria carriera dopo la terribile frattura al cranio riportata in Premier League in uno scontro con David Luiz. Operato d’urgenza, costretto a mesi di riabilitazione e a convivere con la paura di non poter più tornare quello di prima, in molti dubitavano che sarebbe riuscito a ritrovare il grande calcio.

Sei anni dopo, invece, eccolo lì: a segnare nella gara inaugurale del Mondiale davanti al suo popolo, completando uno dei ritorni più emozionanti del calcio recente. Un dettaglio, una “chicca” dentro una notte già speciale, che ricorda come dietro ogni numero e ogni risultato ci siano sempre storie di uomini prima ancora che di calciatori.

I Mondiali sono appena cominciati. Mancano ancora settimane di emozioni, sorprese e imprese da raccontare. Ma il torneo ci ha già regalato la sua prima immagine simbolo: il boato dell’Azteca, il Messico che festeggia in casa e il sorriso ritrovato di Raúl Jiménez.

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