A Codroipo nasce una nuova idea di cura: più accessibile, più tecnologica, ma soprattutto più umana. Metacare porta realtà virtuale, psicologia clinica e ricerca scientifica dentro percorsi pensati per il benessere mentale, lo sport e la qualità della vita.
C’è un punto, oggi, in cui la tecnologia smette di essere solo innovazione e diventa relazione. È in quello spazio che si muove Metacare, realtà nata a Codroipo, in Friuli-Venezia Giulia, con l’obiettivo di portare la realtà virtuale immersiva al servizio della salute, del benessere psicologico e della ricerca scientifica. L’azienda si presenta come una struttura sanitaria autorizzata, specializzata nel benessere psicologico e nell’integrazione di tecnologie nei percorsi di cura.

L’idea alla base è semplice, ma ambiziosa: usare la tecnologia non come sostituto della relazione terapeutica, bensì come strumento capace di amplificarla. Ambienti virtuali, percorsi digitali, stanze immersive e protocolli evidence-based vengono integrati con il lavoro di psicologi e psicoterapeuti, con l’obiettivo di rendere la cura più vicina, accessibile e personalizzata. Metacare definisce il proprio approccio come un ponte tra innovazione clinica e sensibilità umana: un modo nuovo di prendersi cura, dove l’esperienza digitale resta sempre guidata da competenze professionali e da una presenza reale.
La cura entra in una nuova dimensione
Nel racconto di Metacare, la realtà virtuale non è un effetto speciale, ma un ambiente protetto in cui la persona può esplorare emozioni, affrontare paure, gestire lo stress e sperimentare nuove modalità di benessere. La tecnologia diventa così un contesto sicuro e controllato, utile per accompagnare percorsi psicologici, riabilitativi e di crescita personale.

Questa visione prende forma in diversi progetti, ciascuno pensato per rispondere a bisogni specifici. Versote rappresenta l’area dedicata alla psicologia online e ai percorsi digitali per il benessere mentale. FibroMental è invece il protocollo dedicato alla fibromialgia, che unisce sedute individuali con psicoterapeuta e ambienti VR immersivi. meMindSport porta la psicologia immersiva nel mondo dello sport, lavorando sulla preparazione mentale, sulla gestione dell’ansia e sul recupero emotivo dell’atleta.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: costruire strumenti capaci di aiutare le persone nei momenti in cui il benessere non dipende soltanto dal corpo, ma anche dalla capacità di regolare emozioni, pensieri, attenzione e percezione di sé.
meMindSport: la mente come campo di gioco
Tra i progetti più rappresentativi c’è meMindSport, definito da Metacare come l’evoluzione della psicologia dello sport a Codroipo. Il progetto nasce con l’obiettivo di rivoluzionare la preparazione atletica, spostando l’attenzione oltre il solo allenamento fisico. Attraverso protocolli scientifici e tecnologie immersive, meMindSport lavora sull’allenamento mentale degli atleti, aiutandoli a superare blocchi emotivi e a ottimizzare la performance sotto pressione.
Gli ambiti di intervento sono concreti: gestione dell’ansia pre-gara attraverso simulazioni VR in ambienti controllati, esercizi cognitivi immersivi per migliorare focus e reattività, supporto psicologico durante il recupero dagli infortuni per mantenere alta la motivazione. In questa prospettiva, la mente non è un elemento accessorio della performance, ma il campo di gioco principale.

A rafforzare questo legame con il mondo sportivo contribuisce anche la presenza, tra i vari ambassador, di Luca Da Prato, campione mondiale di nuoto paralimpico. La sua storia incarna in modo potente il messaggio di meMindSport: la performance non nasce solo dal corpo, ma anche dalla capacità mentale di attraversare la fatica, la paura, il cambiamento e la rinascita.

Da Prato, atleta paralimpico della Gorizia Nuoto, ha conquistato ai mondiali di Lima la medaglia d’oro nei 100 metri dorso, stabilendo anche il record nazionale; nella stessa competizione ha ottenuto tre argenti nei 100 stile libero, nei 50 stile libero e nei 50 farfalla, con un altro record italiano nella farfalla.

Il suo percorso sportivo è anche una storia di resilienza. Dopo un incidente stradale avvenuto nel 2023, Da Prato ha trovato nel nuoto paralimpico una nuova strada di espressione, disciplina e libertà. La sua presenza tra gli ambassador di Metacare aggiunge al progetto una testimonianza concreta: lo sport può diventare un luogo di ricostruzione, e la mente può trasformarsi nella risorsa decisiva per tornare a immaginare il futuro.
FibroMental: quando mente e corpo imparano a collaborare
Un altro progetto centrale è FibroMental, protocollo MetaCare dedicato alla fibromialgia. Il percorso nasce da una consapevolezza precisa: chi convive con la fibromialgia conosce bene il rapporto complesso tra mente e corpo, un intreccio in cui dolore, stanchezza, attenzione e sistema nervoso si influenzano continuamente.
FibroMental propone sedute individuali con psicoterapeuta e ambienti VR immersivi. Non si tratta di un’app impersonale né di una semplice esperienza digitale: il terapeuta resta al centro del percorso, accompagna la persona e lavora insieme a lei. Il protocollo sottolinea infatti un principio fondamentale: “dall’altra parte c’è sempre una persona vera”.
Il percorso è strutturato in tre livelli progressivi. Il primo riguarda la regolazione corporea, con un lavoro diretto sul corpo attraverso ambienti immersivi pensati per creare le condizioni in cui il sistema nervoso possa regolarsi. Il secondo livello lavora su dolore e attenzione, aiutando la persona a modificare la relazione con il dolore, a spostare l’attenzione e ad avvicinarsi a un’accettazione attiva del vissuto. Il terzo livello è dedicato al consolidamento, cioè alla costruzione di un’identità che non sia definita esclusivamente dalla malattia.
La forza del progetto sta nella sua delicatezza: non promette soluzioni miracolose, ma propone un metodo. Riconosce la complessità della fibromialgia e lavora affinché mente e corpo smettano di ostacolarsi, iniziando invece a collaborare.
Tecnologia sì, ma con una persona dall’altra parte
Il tratto distintivo di Metacare sta proprio qui: l’innovazione non viene presentata come una scorciatoia impersonale, ma come un modo diverso di prendersi cura. Anche quando si entra in una stanza virtuale, anche quando si indossa un visore, anche quando l’esperienza avviene attraverso un ambiente digitale, la relazione umana resta il centro.
È questa la differenza tra tecnologia fredda e tecnologia di cura. La prima automatizza. La seconda accompagna. La prima sostituisce. La seconda amplia le possibilità dell’incontro.
Metacare sembra muoversi esattamente in questa seconda direzione. La realtà virtuale diventa uno spazio in cui allenare la mente, regolare il corpo, dare forma alle emozioni, affrontare paure e blocchi, rendere più accessibile un percorso psicologico. Ma il valore non è nel dispositivo in sé: è nell’uso clinico, nella competenza del professionista, nella capacità di costruire un’esperienza sicura, personalizzata e significativa.
Una nuova cultura del benessere
In un’epoca in cui la salute mentale è sempre più al centro del dibattito pubblico, Metacare propone una direzione precisa: abbattere barriere logistiche, emotive e culturali, senza rinunciare alla qualità clinica. La psicologia diventa più flessibile, più accessibile, più integrata nella vita quotidiana. Non perde umanità; cambia linguaggio.
Il lavoro dell’azienda si colloca dentro un cambiamento più ampio: quello della digital health, della psicologia digitale, delle nuove tecnologie applicate alla cura e alla prevenzione. Metacare dichiara infatti di partecipare a conferenze scientifiche e iniziative divulgative con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo della psicologia digitale e dell’intelligenza artificiale applicata alla salute.

Questa impostazione è particolarmente importante perché restituisce alla tecnologia il suo ruolo più autentico: non stupire, ma servire. Non creare distanza, ma rendere possibile un contatto nuovo. Non semplificare la complessità della sofferenza, ma offrire strumenti ulteriori per attraversarla.
Il futuro della cura passa anche da qui
A Codroipo, Metacare prova a costruire un futuro in cui psicologia, ricerca, tecnologia e impatto sociale possano convivere. Un futuro in cui il benessere mentale non sia un privilegio, ma un percorso più vicino alle persone. Un futuro in cui la realtà virtuale non sia evasione, ma presenza; non fuga dal corpo, ma ascolto più profondo del corpo; non isolamento, ma relazione.
Dalla fibromialgia allo sport, dalla psicologia online alla ricerca scientifica, i progetti di Metacare raccontano una visione coerente: la cura non appartiene a un solo luogo, a un solo metodo, a un solo linguaggio. Può abitare uno studio, una videochiamata, una stanza virtuale, un percorso immersivo, una relazione terapeutica che trova nuovi strumenti per diventare più efficace.
E forse è proprio questa la sfida più interessante: dimostrare che il futuro della cura non sarà fatto soltanto di algoritmi, piattaforme e dispositivi, ma di tecnologie capaci di creare contesti migliori per l’incontro, l’ascolto e il cambiamento.
Metacare parte da una convinzione netta: la tecnologia funziona davvero quando aiuta le persone a sentirsi meno sole nel proprio percorso di benessere. E quando, dietro ogni innovazione, resta visibile ciò che conta di più: una persona che si prende cura di un’altra persona.
