La Malesia corre nell’economia dei chip: export record e PIL al +6%

KUALA LUMPUR – Mentre tensioni geopolitiche, dazi e instabilità delle catene di approvvigionamento continuano a condizionare l’economia mondiale, nel Sud-est asiatico c’è un Paese che sta trasformando la domanda globale di tecnologia in una potente leva di crescita: la Malesia.

I numeri pubblicati dalle autorità malesi fotografano un’economia in forte accelerazione. Nel secondo trimestre del 2026 il PIL è cresciuto del 6% su base annua, dopo il +5,4% dei primi tre mesi dell’anno. Nei primi sei mesi del 2026 la crescita complessiva è stata del 5,7%, contro il 4,5% dello stesso periodo del 2025.

Dietro la crescita ci sono elettronica e semiconduttori

Uno dei dati più interessanti riguarda l’industria manifatturiera, cresciuta del 7,3% nel secondo trimestre.

All’interno del comparto, la produzione di prodotti elettrici, elettronici e ottici è aumentata addirittura del 14,4%, sostenuta dalla domanda mondiale di componenti elettronici e semiconduttori.

Ed è qui che la storia della Malesia diventa particolarmente interessante.

Il Paese si trova infatti nel cuore delle catene produttive asiatiche dell’elettronica e sta beneficiando della corsa mondiale verso intelligenza artificiale, data center, cloud computing, automazione e dispositivi sempre più potenti.

Dietro ogni nuova infrastruttura digitale servono chip, circuiti, componenti e sistemi elettronici. E una parte crescente di questa economia passa anche dalla Malesia.

Esportazioni in accelerazione

Nel primo semestre 2026 le esportazioni malesi sono cresciute del 27,5%, raggiungendo 971,59 miliardi di ringgit.

L’interscambio complessivo ha toccato 1.796 miliardi di ringgit, con un aumento del 22,4% rispetto all’anno precedente. Anche il surplus commerciale è balzato a 147,15 miliardi, quasi il 160% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il mese simbolo di questa accelerazione è stato giugno 2026.

Il commercio complessivo ha raggiunto il record storico mensile di 340,89 miliardi di ringgit:

  • esportazioni: 177,89 miliardi, +45,4%;
  • importazioni: 163 miliardi, +43,9%;
  • avanzo commerciale: 14,89 miliardi.

È stato inoltre il 74° mese consecutivo di surplus commerciale per la Malesia.

Quasi 140 miliardi in più dall’elettronica

Il dato forse più impressionante riguarda proprio il settore tecnologico.

Secondo MATRADE, nel primo semestre l’aumento delle esportazioni di prodotti elettrici ed elettronici (E&E) ha rappresentato quasi 140 miliardi di ringgit di valore aggiuntivo rispetto all’anno precedente.

A sostenere la domanda sono stati soprattutto ASEAN, Cina, Stati Uniti, Taiwan e Unione Europea.

Non significa che la Malesia sia diventata improvvisamente una nuova Silicon Valley. Il suo ruolo è diverso e, per certi aspetti, ancora più strategico: essere uno degli anelli industriali che consentono all’economia mondiale dei semiconduttori di funzionare.

Perché proprio la Malesia?

La nuova geografia mondiale dei chip non dipende soltanto dalla tecnologia.

Le aziende stanno cercando di evitare una concentrazione eccessiva della produzione in pochi Paesi. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina, i rischi geopolitici attorno a Taiwan e l’esperienza delle carenze di semiconduttori degli anni passati hanno spinto molte multinazionali a diversificare le proprie catene di fornitura.

Il Sud-est asiatico ne sta beneficiando.

E la Malesia dispone già di una base industriale elettronica sviluppata, infrastrutture, collegamenti con i grandi mercati asiatici e un ecosistema inserito da decenni nella produzione internazionale dei semiconduttori.

Non sono però soltanto i chip

Sarebbe sbagliato spiegare il +6% del PIL esclusivamente con la tecnologia.

I dati ufficiali mostrano infatti una crescita dei servizi del 5,9%, delle costruzioni del 6,5% e del settore minerario del 9,2%. Anche consumi privati e investimenti hanno contribuito all’espansione.

La tecnologia rappresenta quindi il motore più spettacolare, ma alle sue spalle c’è un’economia che nel secondo trimestre ha mostrato una crescita piuttosto diffusa.

Un piccolo Paese dentro una gigantesca partita mondiale

La vicenda malese racconta qualcosa di più grande.

La corsa all’intelligenza artificiale non sta arricchendo soltanto le grandi società americane che sviluppano modelli AI o i produttori di chip più conosciuti.

Sta ridisegnando intere economie.

Ogni data center costruito, ogni nuovo acceleratore per l’intelligenza artificiale e ogni dispositivo elettronico richiedono una lunghissima catena industriale.

Ed è proprio dentro questa catena che la Malesia sta conquistando spazio.

Il vero “oro” del XXI secolo potrebbe essere fatto di silicio. E Kuala Lumpur ha capito molto bene dove passa la nuova miniera.