BILLIE JEAN KING CUP, L’ITALIA TORNA IN CAMPO: A SHENZHEN C’È LA CINA SULLA STRADA DELLE AZZURRE

Giovedì 24 settembre il quarto di finale contro le padrone di casa. Paolini ed Errani guidano una nazionale che arriva in Cina dopo i successi del 2024 e del 2025.

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SHENZHEN – C’è un momento nel quale il ranking individuale, i punti, i tornei e persino le rivalità del circuito diventano improvvisamente secondari.

È quando si indossa la maglia della propria nazionale.

L’Italia femminile del tennis torna in campo giovedì 24 settembre contro la Cina nei quarti di finale della Billie Jean King Cup 2026, alla Shenzhen Bay Sports Centre Arena. L’incontro è previsto non prima delle 17 locali, le 11 del mattino in Italia. 

Le azzurre arrivano all’appuntamento con una storia recente particolarmente importante: hanno conquistato le ultime due edizioni della competizione, nel 2024 e nel 2025, e cercano quindi un terzo successo consecutivo. La squadra è guidata dalla capitana Tathiana Garbin e comprende Jasmine Paolini, Sara Errani, Elisabetta Cocciaretto, Lucia Bronzetti e Tyra Caterina Grant

Dall’altra parte della rete ci sarà la squadra di casa.

La Cina può contare, tra le altre, su Zheng Qinwen, e avrà naturalmente il sostegno del pubblico di Shenzhen. Zheng, alla vigilia dell’incontro, ha invitato la propria squadra a vivere la sfida senza trasformare la pressione in un peso eccessivo. 

Il formato rende ogni giornata particolarmente intensa.

Ogni sfida è composta da due incontri di singolare seguiti, se necessario ai fini del risultato complessivo, dal doppio. La prima nazionale che conquista due partite vince il confronto e passa al turno successivo. 

Ed è proprio in questa formula che l’Italia ha costruito negli ultimi anni una delle proprie armi migliori: il gruppo.

Jasmine Paolini è naturalmente il riferimento principale per il singolare. Sara Errani rappresenta invece esperienza, lettura tattica e una delle specialiste del doppio più importanti del tennis italiano.

Ma la Billie Jean King Cup non si vince con una sola giocatrice.

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Lo ha sottolineato più volte anche Garbin: la forza della nazionale è stata la capacità di creare un’identità collettiva capace di andare oltre il valore individuale delle singole atlete.

Ed è forse questo l’aspetto più affascinante di una competizione per nazioni all’interno di uno sport profondamente individuale.

Durante tutto l’anno una tennista entra in campo da sola. Decide da sola. Sbaglia da sola. Vince da sola.

In Billie Jean King Cup, improvvisamente, dietro ogni punto c’è una panchina intera.

La Cina rappresenta un ostacolo importante proprio perché combina qualità tecnica e fattore ambientale. La nazionale ospitante si trova davanti al proprio pubblico e può affrontare l’Italia senza avere sulle spalle lo stesso peso di chi arriva da campione in carica.

Le azzurre, però, conoscono bene Shenzhen. Nel 2025 hanno conquistato proprio qui il titolo e tornano con lo stesso nucleo che ha costruito quella vittoria. 

In caso di qualificazione, l’Italia giocherà la semifinale sabato 26 settembre contro la vincente di Ucraina-Belgio. La finale è prevista domenica 27. 

Ma nel tennis delle nazionali guardare troppo avanti raramente porta fortuna.

Prima c’è la Cina.

E per continuare a scrivere la storia recente del tennis femminile italiano occorreranno, semplicemente, due punti.