TRIESTE – Non è più soltanto una regata. La Barcolana è diventata negli anni un modello di come lo sport possa trasformarsi in promozione territoriale, turismo, cultura e identità collettiva.
L’edizione numero 58 è ufficialmente entrata nel vivo e porterà Trieste fino alla grande regata di domenica 11 ottobre.

Al 4 ottobre risultavano già 1.332 imbarcazioni iscritte, con le adesioni ancora aperte e le prime barche già arrivate in città.
La manifestazione comprende quest’anno oltre 500 appuntamenti, organizzati in più di cento luoghi tra terra, lago, laguna e mare.
Ad aprire gli eventi in mare sono stati 318 giovani velisti della classe Optimist, mentre oltre mille persone sono coinvolte nell’organizzazione complessiva.

Il dato racconta bene cosa sia diventata la Barcolana: una manifestazione capace di superare i confini dello sport.
Il filo conduttore dell’edizione è “Be Open”, invito ad aprire la città agli artisti, agli studenti, ai ricercatori, alle associazioni e alle comunità. Il programma culturale attraversa musei, gallerie, quartieri, Porto Vecchio e Carso, costruendo un collegamento tra mare, scienza, musica, letteratura e cinema.
È proprio questa capacità di contaminazione a rendere la Barcolana interessante anche dal punto di vista economico e turistico.
Una grande manifestazione sportiva genera infatti una filiera che coinvolge hotel, ristoranti, attività commerciali, mobilità, comunicazione e servizi. Ma soprattutto costruisce un’immagine internazionale della città.

Trieste diventa per dieci giorni sinonimo di vela, mare e partecipazione. Il paesaggio stesso cambia: le barche occupano il Golfo, le rive diventano luogo d’incontro e il porto si trasforma in un gigantesco palcoscenico.
La Barcolana dimostra quindi che lo sport può diventare una vera infrastruttura immateriale di marketing territoriale.
Non serve costruire necessariamente nuovi luoghi: talvolta è sufficiente raccontare in modo nuovo quelli che già esistono.
Trieste dispone di una scenografia naturale difficilmente replicabile e ha saputo trasformarla, anno dopo anno, in un evento riconoscibile nel mondo.
