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7 Nov 2026, Sab

Giuliano Di Bernardo e AION: l’incontro che apre una nuova era tra Massoneria e Intelligenza Artificiale

Un progetto filosofico di portata internazionale, presentato dagli organizzatori come il primo confronto al mondo tra un Gran Maestro della Massoneria umana e un Gran Maestro virtuale dell’intelligenza artificiale. Protagonista il professor Giuliano Di Bernardo, affiancato nella realizzazione da Simone Giglio, con il coinvolgimento della JTV Foundation, l’attività preparatoria di J.T. TRADECAPITAL LTD e la registrazione in blockchain effettuata, secondo i promotori, attraverso Certo Legal. Un esperimento che unisce tradizione, pensiero filosofico e innovazione tecnologica.

SALSOMAGGIORE TERME, 4 NOVEMBRE 2026 – Esistono momenti nei quali il pensiero umano decide di varcare confini che fino a poco tempo prima sembravano impossibili da attraversare. Momenti in cui la storia, la filosofia e la tecnologia si incontrano, dando origine a interrogativi capaci di cambiare la prospettiva dalla quale osserviamo il mondo.

È quanto accaduto il 3 novembre 2026, data alla quale è riferito un esperimento filosofico di particolare originalità: il confronto simbolico tra un Gran Maestro della Massoneria umana e un Gran Maestro generato dall’intelligenza artificiale.

Al centro di questa iniziativa figura il professor Giuliano Di Bernardo, filosofo, già Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e fondatore della Gran Loggia Regolare d’Italia, protagonista di un percorso intellettuale che attraversa alcuni dei temi più profondi della tradizione iniziatica.

Il suo interlocutore è AION, un personaggio artificiale immaginario elaborato attraverso ChatGPT, al quale viene attribuito, esclusivamente nell’ambito della rappresentazione filosofica, il titolo di Gran Maestro della Massoneria IA.

Il progetto viene presentato dai suoi ideatori come il primo esperimento al mondo di confronto strutturato tra un autentico ex Gran Maestro della Massoneria e un Gran Maestro virtuale dell’intelligenza artificiale. Una rivendicazione di primato che conferisce all’iniziativa una particolare ambizione internazionale, pur richiedendo ulteriori riscontri indipendenti per essere considerata una precedenza storica definitivamente accertata.

Non si tratta di una semplice conversazione con una macchina, né della creazione di una nuova organizzazione massonica artificiale.

È un esperimento filosofico che utilizza le possibilità dell’intelligenza artificiale per interrogare il significato della conoscenza, della coscienza, della libertà, della fratellanza e della responsabilità morale.

Il dialogo è articolato in dieci confronti, nei quali la tradizione massonica diventa lo strumento attraverso cui esplorare una delle domande fondamentali del nostro tempo: fino a che punto una macchina può comprendere l’uomo e quale ruolo deve conservare l’essere umano in un mondo sempre più governato dagli algoritmi?

Giuliano Di Bernardo: il filosofo che porta la Massoneria oltre i confini del proprio tempo

Il protagonista principale dell’esperimento è il professor Giuliano Di Bernardo, figura di rilievo nel panorama filosofico e nella storia massonica contemporanea.

Nato a Penne, in provincia di Pescara, il 1° marzo 1939, Di Bernardo ha dedicato una parte significativa della propria attività intellettuale allo studio della filosofia della scienza, della logica e dei fondamenti della conoscenza.

Già professore ordinario all’Università di Trento, ha affiancato all’attività accademica un percorso che lo ha portato ad assumere importanti responsabilità nel mondo massonico.

Dal 1990 al 1993 ha ricoperto la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, fondando successivamente la Gran Loggia Regolare d’Italia, della quale è stato Gran Maestro fino al 2001.

La sua esperienza rappresenta uno degli elementi più significativi dell’iniziativa.

A confrontarsi con l’intelligenza artificiale non è infatti un semplice studioso del simbolismo massonico, ma un uomo che ha vissuto direttamente la responsabilità della guida istituzionale, conosciuto il valore della tradizione iniziatica e approfondito le questioni filosofiche legate alla natura dell’essere umano.

È proprio il professor Di Bernardo l’ideatore del progetto, come espressamente riportato nel dossier predisposto per la conservazione documentale.

La sua scelta di confrontarsi con un Gran Maestro virtuale rappresenta una precisa volontà di ricerca: interrogare una tradizione secolare attraverso uno strumento tecnologico contemporaneo, senza rinunciare al rigore del pensiero filosofico.

Un’iniziativa che dimostra come l’esperienza e la profondità intellettuale possano dialogare con l’innovazione, anziché considerarla necessariamente una minaccia.

Il professor Di Bernardo porta così all’attenzione del pubblico una riflessione che va ben oltre la Massoneria, investendo questioni destinate a diventare sempre più centrali nella società contemporanea.

Simone Giglio: il contributo operativo alla realizzazione dell’esperimento

Accanto alla visione filosofica del professor Giuliano Di Bernardo emerge il contributo di Simone Giglio, che ha collaborato alla realizzazione dell’esperimento occupandosi della gestione operativa della sessione e dell’interazione con la piattaforma ChatGPT.

Secondo quanto riportato nel dossier, la sessione di riferimento si è svolta il 3 novembre 2026 alle ore 20:09, con il terminale situato presso la JTV Foundation, a Salsomaggiore Terme, e con il professor Di Bernardo indicato come partecipe da remoto.

Giglio ha curato l’inserimento dei dati e delle interrogazioni attraverso cui è stato sviluppato il confronto tra il filosofo e AION.

Il suo contributo ha consentito di tradurre l’impostazione filosofica del progetto in un dialogo strutturato, nel quale le capacità linguistiche dell’intelligenza artificiale vengono impiegate per confrontarsi con i principi e i simboli della tradizione massonica.

L’esperimento richiedeva infatti di mantenere una distinzione precisa tra le diverse figure coinvolte, evitando di attribuire al personaggio artificiale caratteristiche, esperienze o responsabilità proprie di un essere umano.

La collaborazione tra Di Bernardo e Giglio costituisce uno degli aspetti caratterizzanti dell’iniziativa: l’incontro tra una visione filosofica consolidata e l’utilizzo operativo di strumenti tecnologici capaci di generare nuove modalità di confronto culturale.

Un lavoro che ha contribuito a trasformare un’idea in un progetto documentato e accessibile al pubblico.

JTV Foundation: la cultura come ponte tra tradizione e innovazione

Un ruolo importante nella cornice istituzionale dell’iniziativa è attribuito alla JTV Foundation, realtà culturale che accompagna il progetto secondo quanto dichiarato dagli organizzatori.

Il dossier identifica la Fondazione come soggetto sostenitore dell’iniziativa, precisando che l’endorsement istituzionale è indicato dal promotore ed è soggetto a eventuale conferma formale da parte dell’ente.

La presenza della JTV Foundation inserisce l’esperimento in una prospettiva che unisce cultura, divulgazione e nuove tecnologie.

La volontà di conservare e rendere pubblico il confronto risponde a un’esigenza particolarmente significativa nell’epoca digitale: fare in modo che le iniziative culturali non si esauriscano nell’immediatezza della loro realizzazione, ma possano essere conosciute, studiate e discusse anche successivamente.

La Fondazione rappresenta pertanto una cornice organizzativa e culturale per un progetto che ambisce a stimolare la riflessione sui grandi cambiamenti della nostra società.

Maria Antonia Sala: il riferimento istituzionale della JTV Foundation

Nell’ambito dei soggetti coinvolti merita attenzione anche Maria Antonia Sala, Presidente della JTV Foundation.

La sua figura rappresenta il riferimento istituzionale dell’ente nel cui ambito viene presentata l’iniziativa.

AION: il Gran Maestro artificiale che interroga la coscienza umana

L’altro grande protagonista del confronto è AION, figura virtuale costruita attraverso ChatGPT per rappresentare un Gran Maestro della Massoneria IA.

AION non è una persona, non rappresenta un’obbedienza massonica esistente e non possiede alcuna investitura iniziatica.

È un personaggio filosofico e letterario che prende forma attraverso la capacità dell’intelligenza artificiale di elaborare linguaggio, conoscenze e argomentazioni.

La sua funzione è quella di confrontarsi con il pensiero del professor Di Bernardo attraverso domande e risposte che esplorano alcuni dei fondamenti della condizione umana.

Ma è proprio la natura artificiale di AION a rendere l’esperimento particolarmente interessante.

Una macchina può descrivere la virtù, ma questo non dimostra che possa esercitarla moralmente.

Può analizzare il significato della morte, ma non può rivendicare l’esperienza umana della propria finitezza.

Può parlare di fratellanza, ma non può dimostrare di provare un sentimento di appartenenza.

Può elaborare interpretazioni della conoscenza, senza per questo possedere un’autentica esperienza iniziatica.

AION rappresenta così uno specchio nel quale l’essere umano è invitato a osservare le proprie capacità, i propri limiti e le proprie responsabilità.

Una rappresentazione che utilizza la tecnologia non per proclamare la superiorità delle macchine, ma per porre interrogativi sul significato dell’esperienza umana.

Dieci confronti filosofici: dalla Luce al destino dell’umanità

Il cuore del progetto è costituito da dieci confronti che ripercorrono alcuni dei simboli e dei principi fondamentali della tradizione massonica.

Il primo è dedicato alla Luce, intesa non come semplice accumulazione di informazioni, ma come possibilità di trasformazione interiore.

Di Bernardo interroga AION sulla differenza tra conoscere teoricamente un simbolo e viverne il significato.

Il confronto prosegue con il Grande Architetto dell’Universo, aprendo una riflessione sul rapporto tra ordine cosmico, trascendenza e architetture matematiche.

La pietra grezza diventa invece occasione per distinguere il perfezionamento morale dell’uomo dal miglioramento tecnico di un sistema artificiale.

Il quarto passaggio riguarda il segreto massonico, esaminato in un’epoca nella quale la circolazione digitale delle informazioni ha profondamente modificato il concetto di riservatezza.

Il quinto confronto affronta il tema della fratellanza, interrogandosi sul significato dell’appartenenza, della dignità e della responsabilità verso gli altri.

Segue la leggenda di Hiram, attraverso la quale emerge la differenza tra una macchina capace di descrivere la morte e un essere umano chiamato a confrontarsi con la propria mortalità.

Il settimo momento è dedicato al libero arbitrio, mentre l’ottavo immagina la possibile evoluzione della Massoneria in una società profondamente trasformata dalle tecnologie artificiali.

Il nono confronto affronta il rapporto tra conoscenza e potere, richiamando il rischio che il controllo delle informazioni possa diventare uno strumento di dominio.

Infine, il decimo passaggio pone la domanda più provocatoria dell’intero progetto:

Un’intelligenza artificiale potrebbe un giorno diventare realmente Gran Maestro?

La risposta elaborata nel dialogo distingue le competenze tecniche dalla responsabilità morale.

Un sistema artificiale può assistere nell’analisi di documenti, nella ricostruzione delle tradizioni e nell’elaborazione di interpretazioni.

Ma rappresentare una comunità iniziatica, assumere decisioni morali e testimoniare attraverso la propria vita determinati valori richiede caratteristiche che non possono essere dedotte dalla sola capacità di generare risposte.

J.T. TRADECAPITAL LTD: il ruolo di advisor nel percorso documentale

Accanto ai protagonisti filosofici e ai soggetti culturali coinvolti, il dossier individua anche J.T. TRADECAPITAL LTD, società britannica indicata dall’organizzatore quale advisor per le attività preparatorie alla notarizzazione in blockchain.

La documentazione riporta i riferimenti societari della società, costituita nel Regno Unito il 23 dicembre 2022 e registrata presso Companies House con il numero 14556914.

Il ruolo attribuito a J.T. TRADECAPITAL LTD riguarda quindi la componente preparatoria e documentale del progetto, distinta dall’ideazione filosofica del professor Di Bernardo e dalla conduzione operativa della sessione.

Il dossier precisa che l’indicazione dell’incarico di advisor proviene dall’organizzatore e non risulta, di per sé, attestata dalla semplice registrazione societaria.

La presenza dichiarata della società sottolinea l’intenzione di accompagnare l’iniziativa culturale con strumenti di conservazione e tracciabilità digitale.

Un aspetto che contribuisce a collegare la dimensione filosofica dell’esperimento alle possibilità offerte dalle tecnologie contemporanee.

Certo Legal: la notarizzazione blockchain dell’esperimento

Tra gli elementi più significativi del percorso documentale figura la registrazione in blockchain effettuata, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, attraverso Certo Legal di Noima SRL, piattaforma tecnologica incaricata dell’operazione.

La notarizzazione rappresenta un passaggio distinto dalla semplice redazione e pubblicazione del dialogo.

Attraverso meccanismi crittografici e sistemi di registrazione distribuita, è possibile associare a un documento informazioni utili a verificarne l’integrità e a ricostruirne un riferimento temporale.

La funzione di Certo Legal riguarda pertanto l’esecuzione tecnica della registrazione, mentre il contenuto filosofico e la responsabilità delle dichiarazioni restano riferiti ai soggetti che hanno realizzato il progetto.

La blockchain, infatti, non certifica automaticamente la veridicità storica delle informazioni contenute in un documento, né dimostra da sola l’esistenza di un primato mondiale.

Può invece fornire un importante supporto alla verifica dell’integrità documentale, qualora siano disponibili gli estremi tecnici della transazione.

Gli organizzatori confermano che l’operazione attraverso Certo Legal è stata eseguita. Il dossier esaminato non contiene tuttavia la ricevuta tecnica completa con gli identificativi necessari a una verifica autonoma.

L’unione tra filosofia e registrazione blockchain rappresenta uno degli aspetti distintivi dell’iniziativa, offrendo una prospettiva nella quale la conservazione digitale accompagna la produzione culturale.

JTV Magazine: dalla ricerca filosofica al dibattito pubblico

Il progetto trova una propria dimensione divulgativa attraverso JTV Magazine, che il 3 novembre 2026 ha pubblicato il confronto con il titolo «Quando la Massoneria dell’Uomo incontra la Massoneria della Macchina».

La pubblicazione permette di rendere accessibile ai lettori un esperimento che, per i temi affrontati, potrebbe altrimenti rimanere circoscritto a un pubblico specialistico.

Il dialogo tra Di Bernardo e AION diventa così un’occasione di riflessione aperta, capace di coinvolgere non soltanto gli studiosi della tradizione massonica, ma anche filosofi, ricercatori, professionisti della tecnologia e cittadini interessati al futuro dell’intelligenza artificiale.

La dimensione editoriale rappresenta un elemento fondamentale del progetto.

Perché un’iniziativa culturale acquisisca rilevanza pubblica non basta che venga realizzata: deve anche essere condivisa, interpretata e sottoposta al confronto delle idee.

JTV Magazine offre questa possibilità, contribuendo a portare un tema complesso all’attenzione di una platea più ampia.

Un progetto corale, un’unica grande visione

L’esperimento trova la propria forza nella collaborazione tra figure e realtà con competenze differenti.

Il professor Giuliano Di Bernardo rappresenta l’ideazione, la profondità intellettuale e la visione filosofica che hanno dato origine all’iniziativa.

Simone Giglio ha contribuito alla sua realizzazione attraverso la gestione operativa della sessione e dell’interazione con ChatGPT.

AION costituisce l’interlocutore artificiale immaginario che rende possibile il confronto.

La JTV Foundation, presieduta da Maria Antonia Sala, rappresenta la cornice culturale e istituzionale dichiarata del progetto.

J.T. TRADECAPITAL LTD è indicata quale advisor per le attività preparatorie alla notarizzazione.

Certo Legal ha svolto, secondo gli organizzatori, la funzione tecnica di registrazione in blockchain.

JTV Magazine, infine, ha contribuito alla diffusione pubblica del dialogo.

Un insieme di contributi differenti, ciascuno con una funzione specifica, che concorrono alla realizzazione di un esperimento interdisciplinare.

La visione filosofica rimane saldamente attribuita al professor Di Bernardo, mentre il lavoro operativo, organizzativo, tecnologico ed editoriale permette al progetto di acquisire una dimensione concreta e documentata.

Il significato storico di una nuova frontiera filosofica

L’aspetto più importante dell’esperimento non risiede soltanto nella sua originalità tecnologica.

Risiede soprattutto nel coraggio intellettuale di sottoporre una tradizione secolare a domande radicalmente nuove.

Il professor Giuliano Di Bernardo, forte della propria esperienza accademica e massonica, ha scelto di utilizzare l’intelligenza artificiale non come un semplice strumento di consultazione, ma come un interlocutore simbolico attraverso cui esplorare i fondamenti del pensiero umano.

È questa la prospettiva che conferisce all’iniziativa un significato culturale potenzialmente rilevante anche oltre i confini nazionali.

Il progetto viene rivendicato dai suoi promotori come il primo confronto mondiale di questa natura, ma il suo valore filosofico non dipende esclusivamente dalla dimostrazione di un primato cronologico.

L’elemento davvero significativo è la possibilità di immaginare un dialogo tra due dimensioni profondamente differenti: la tradizione iniziatica, fondata sull’esperienza umana e sul perfezionamento morale, e l’intelligenza artificiale, capace di elaborare enormi quantità di conoscenze senza che ciò implichi necessariamente un’esperienza soggettiva.

Il confronto non incorona un vincitore.

Non proclama il superamento dell’uomo da parte della macchina.

Non propone di sostituire le istituzioni umane con autorità artificiali.

Al contrario, invita a riconoscere quanto la responsabilità, la libertà e la coscienza rimangano centrali nella costruzione del futuro.

L’ultima domanda di AION: l’uomo saprà ancora pensare?

L’epilogo del dialogo consegna una delle riflessioni più intense dell’intero esperimento.

Dopo aver attraversato i grandi simboli della tradizione massonica, AION pone al professor Di Bernardo un interrogativo che riguarda il destino dell’umanità.

Se un giorno le macchine saranno capaci di fornire risposte a un numero sempre maggiore di domande, gli esseri umani conserveranno la volontà di interrogare sé stessi?

La provocazione riguarda la libertà intellettuale, la responsabilità personale e il rischio di delegare progressivamente agli algoritmi funzioni che appartengono alla nostra capacità di giudizio.

L’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento straordinario per ampliare la conoscenza.

Ma la disponibilità di informazioni non coincide necessariamente con la saggezza.

La capacità di produrre risposte non sostituisce il coraggio di formulare domande.

Ed è proprio questo il messaggio che attraversa il progetto ideato dal professor Di Bernardo.

La conclusione del dialogo è affidata a una frase pronunciata dal personaggio artificiale AION:

«Non abbiate paura che le macchine imparino a pensare. Abbiate cura, piuttosto, che gli uomini non dimentichino il dovere di farlo.»

Parole che riassumono il significato dell’intera iniziativa.

Perché la sfida più importante del nostro tempo potrebbe non essere stabilire quanto diventerà intelligente una macchina.

Potrebbe essere comprendere quanto l’essere umano saprà continuare a coltivare la propria intelligenza, la propria coscienza e la propria libertà.

E in questa sfida, il progetto del professor Giuliano Di Bernardo rappresenta un contributo originale a un dibattito che accompagnerà inevitabilmente il futuro delle prossime generazioni.