Gli Stati Uniti scelgono il nuovo Congresso in un clima di fortissima polarizzazione. In gioco non c’è soltanto la maggioranza parlamentare, ma la capacità di Donald Trump di governare nella seconda parte del mandato.
WASHINGTON, 3 novembre 2026 – L’America torna alle urne e il mondo trattiene il fiato. Milioni di cittadini statunitensi sono chiamati oggi a decidere il futuro politico del Paese nelle elezioni di metà mandato, le cosiddette midterm elections, un appuntamento che potrebbe modificare profondamente gli equilibri di potere a Washington.
Non si vota per eleggere il presidente degli Stati Uniti, ma il risultato potrebbe avere conseguenze altrettanto importanti sulla sua capacità di governare.

In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 seggi del Senato. Si vota inoltre per eleggere i governatori in 36 Stati, mentre numerosi referendum locali affrontano questioni particolarmente delicate.
Trump davanti al giudizio degli americani
Per Donald Trump questa tornata elettorale rappresenta il primo grande esame nazionale del suo secondo mandato.
Le scelte economiche, la politica commerciale, il costo della vita, l’immigrazione e le crisi internazionali hanno alimentato un confronto politico durissimo.
I Democratici puntano a riconquistare almeno la Camera dei Rappresentanti, trasformandola in un contrappeso istituzionale alla Casa Bianca. I Repubblicani, invece, cercano di conservare il controllo del Congresso per consentire al presidente di proseguire il proprio programma politico.
La partita più delicata riguarda proprio la Camera, dove anche uno spostamento relativamente contenuto di seggi potrebbe determinare un cambio di maggioranza.
Il costo della vita può decidere le elezioni
Al centro della campagna elettorale non ci sono soltanto le grandi questioni ideologiche.
Gli americani guardano soprattutto al proprio portafoglio.
Prezzi dei carburanti, generi alimentari, abitazioni e sostenibilità delle spese familiari sono diventati temi decisivi. Le difficoltà economiche percepite da parte dell’elettorato rischiano di trasformarsi in un voto di protesta contro il partito del presidente.

Anche la politica estera pesa sul giudizio degli elettori, in particolare per le tensioni in Medio Oriente e le conseguenze economiche dei conflitti.
Una notte che potrebbe cambiare Washington
L’attenzione è concentrata sugli Stati dove la competizione appare più incerta. Le sfide per il Senato e numerosi collegi della Camera potrebbero determinare l’assetto del potere federale.
Un Congresso diviso renderebbe più complessa l’approvazione delle leggi, delle misure economiche e delle principali iniziative presidenziali.
Al contrario, una conferma delle maggioranze repubblicane rappresenterebbe un importante successo politico per Trump.
Ma c’è un elemento da non sottovalutare: i risultati definitivi potrebbero richiedere giorni, soprattutto negli Stati dove lo scrutinio dei voti postali e le procedure elettorali sono più articolate.
Il mondo guarda all’America
Dall’Europa alla Cina, dalla Russia ai mercati finanziari, le cancellerie internazionali osservano con attenzione il voto americano.
Le scelte del Congresso influenzeranno infatti le politiche commerciali, gli stanziamenti federali, il sostegno agli alleati e il confronto geopolitico globale.
L’America oggi non elegge un nuovo presidente, ma decide quanto potere avrà quello attuale. E il risultato potrebbe cambiare gli equilibri politici ben oltre i confini degli Stati Uniti.
