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24 Ott 2026, Sab

Quattro anni di Governo Meloni: un primato storico tra stabilità politica, risultati rivendicati e promesse ancora da realizzare

Il 22 ottobre 2026 segna un traguardo senza precedenti per la durata di un esecutivo nella Repubblica italiana. Palazzo Chigi presenta il bilancio dell’azione di governo, ma l’analisi delle promesse elettorali restituisce un quadro più articolato: 40 impegni mantenuti su 100.

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ROMA, 22 ottobre 2026 – Quattro anni alla guida del Paese. Per Giorgia Meloni, la data di oggi rappresenta un passaggio destinato a entrare nella storia politica della Repubblica italiana.

L’esecutivo insediatosi il 22 ottobre 2022 ha infatti raggiunto una durata mai toccata prima da un singolo governo repubblicano, superando anche le esperienze di maggiore continuità della Seconda Repubblica.

È un risultato politicamente significativo in un Paese nel quale l’instabilità degli esecutivi ha spesso condizionato la capacità di programmare riforme e interventi economici di lungo periodo.

La durata di un governo, tuttavia, non coincide automaticamente con la qualità dei suoi risultati. Ed è proprio su questo terreno che si apre il confronto politico e pubblico in occasione del quarto anniversario.

Da una parte Palazzo Chigi rivendica gli interventi adottati e i traguardi raggiunti. Dall’altra le analisi indipendenti evidenziano obiettivi completati, riforme ancora in corso e promesse rimaste irrealizzate.

Palazzo Chigi presenta il bilancio: tasse, occupazione e immigrazione

Per celebrare il quarto anniversario, il Governo ha diffuso un documento dedicato ai principali risultati conseguiti dall’insediamento.

Tra i dati messi in evidenza figurano 140 miliardi di euro di tagli fiscali a famiglie e imprese, una riduzione del 70% degli sbarchi irregolari e un incremento di 1,4 milioni di posti di lavoro stabili.

Sono numeri indicati dall’esecutivo nel proprio bilancio politico, che richiedono di essere letti tenendo conto dei periodi di riferimento, delle metodologie utilizzate e del contesto economico.

In particolare, un dato aggregato sui tagli fiscali non equivale automaticamente a un’analoga riduzione della pressione fiscale complessiva. Analogamente, l’andamento dell’occupazione deve essere valutato considerando fattori demografici, andamento economico e caratteristiche dei contratti.

Il quadro presentato da Palazzo Chigi risponde comunque a un obiettivo preciso: mostrare la continuità dell’azione di governo e la capacità dell’esecutivo di intervenire su alcuni dei principali dossier nazionali. 

Il Promessometro: 40 impegni mantenuti, 38 in corso e 22 non realizzati

Una prospettiva differente arriva dal lavoro pubblicato il 21 ottobre da Pagella Politica, che ha esaminato cento principali promesse contenute nel programma elettorale del centrodestra del 2022.

Il risultato dell’analisi presenta una fotografia articolata dell’azione di governo.

Le 100 promesse elettorali analizzate da Pagella Politica

In corso

Mantenute

Non mantenute

Fonte: Pagella Politica, 21 ottobre 2026

Quaranta promesse risultano tradotte in provvedimenti concreti e definitivi, trentotto sono ancora in fase di realizzazione e ventidue vengono classificate come non mantenute.

Il dato non costituisce un giudizio complessivo sull’operato dell’esecutivo, ma permette di verificare quanto del programma presentato agli elettori sia stato effettivamente realizzato.

Le cifre evidenziano inoltre un aspetto importante: il raggiungimento del quarto anno di governo non coincide con il completamento dell’intera agenda elettorale.

Alcune riforme richiedono tempi lunghi e passaggi parlamentari complessi; altre sono state rallentate da decisioni della magistratura costituzionale o da difficoltà economiche e amministrative. 

Le misure realizzate: fisco, lavoro e politica internazionale

Tra gli obiettivi considerati mantenuti rientrano la stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale e l’avvio della riforma tributaria.

Un altro elemento centrale riguarda il Piano nazionale di ripresa e resilienza, le cui revisioni sono state concordate con la Commissione europea.

In politica estera, l’esecutivo ha confermato il sostegno all’Ucraina e l’allineamento agli impegni assunti in ambito NATO.

Sul piano delle politiche familiari sono stati introdotti interventi a favore di specifiche categorie, mentre sul fronte della sicurezza e dell’immigrazione sono stati adottati diversi provvedimenti legislativi.

Il giudizio su tali misure varia inevitabilmente in base alle priorità politiche ed economiche, ma la loro concreta adozione costituisce un elemento verificabile del lavoro svolto.

Sanità e pressione fiscale: i nodi che restano aperti

Non mancano però i settori nei quali le aspettative degli elettori si confrontano con risultati ancora incompleti.

La sanità rappresenta uno dei capitoli più delicati.

Le liste d’attesa, il rafforzamento dell’assistenza territoriale e la piena operatività delle Case di comunità continuano a costituire problemi rilevanti per milioni di cittadini.

Anche sul terreno della fiscalità emerge una differenza tra gli interventi di riduzione o agevolazione delle imposte e l’andamento della pressione fiscale complessiva.

Secondo i dati Istat richiamati da Pagella Politica, nel 2025 la pressione fiscale ha raggiunto il 42,9% del PIL, in aumento rispetto all’anno precedente. Nel secondo trimestre del 2026 il valore è stato pari al 43,5%.

È una distinzione necessaria per comprendere il dibattito: alcune categorie possono aver beneficiato di interventi fiscali, mentre il peso complessivo delle entrate tributarie e contributive sull’economia può seguire una dinamica differente.

Le grandi riforme istituzionali e il problema del tempo

Tra i dossier più complessi restano le riforme costituzionali.

Il progetto di premierato, che mira a modificare il sistema di scelta del presidente del Consiglio, non ha ancora completato l’iter parlamentare.

Anche l’autonomia differenziata delle Regioni presenta un percorso articolato, condizionato dalle decisioni della Corte costituzionale e dalla necessità di definire i livelli essenziali delle prestazioni.

Altra promessa storica del centrodestra è il ponte sullo Stretto di Messina, per il quale permangono ostacoli e ritardi tali da rendere irrealistica una conclusione dell’opera entro questa legislatura.

Si tratta di questioni che incidono direttamente sulla valutazione della capacità dell’esecutivo di trasformare le principali proposte politiche in risultati definitivi.

La stabilità è un valore, ma i cittadini chiedono risultati

Il quarto anniversario del Governo Meloni offre l’occasione per una riflessione più ampia sul rapporto tra politica e amministrazione.

In un sistema democratico, la continuità dell’esecutivo è importante perché permette di programmare, mantenere gli impegni internazionali e gestire le politiche pubbliche con una prospettiva pluriennale.

Ma la vera misura dell’efficacia di un governo resta il miglioramento delle condizioni concrete del Paese.

Occupazione, salari, qualità dei servizi sanitari, accesso alla casa, produttività delle imprese, sostenibilità del debito e futuro dei giovani costituiscono parametri che non possono essere sostituiti dalla semplice durata di una maggioranza parlamentare.

La sfida per Giorgia Meloni sarà quindi trasformare il primato di stabilità in un’eredità di risultati duraturi.

Per le opposizioni, invece, l’anniversario rappresenta l’occasione per mettere in discussione le scelte dell’esecutivo e proporre soluzioni alternative ai problemi rimasti aperti.

Il confronto democratico dovrebbe partire proprio da qui: numeri verificabili, programmi, risultati e responsabilità.

Quattro anni sono un traguardo storico. Stabilire quanto questo primato abbia cambiato l’Italia richiede un giudizio più ampio, destinato a maturare anche nei prossimi mesi.